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Territorio

Nel sud della Toscana, nella Provincia di Grosseto al confine con il Lazio, si estende un territorio straordinario, che vanta un patrimonio storico, culturale, artistico, naturalistico ed enogastronomico di immenso valore: le colline del Fiora. Il territorio che accompagna il corso toscano dei fiumi Fiora ed Albegna abbraccia una natura incontaminata, unica in tutto il territorio italiano per varietà e ricchezza. Una natura composta di paesaggi selvaggi di ineguagliabile bellezza, ricchi di fiumi e boschi, di sorgenti termali, di panorami placidi e sereni o aspri e inquietanti, sotto l'immenso cielo azzurro che scende dalle pendici del Monte Amiata, antico vulcano spento, lungo la splendida pianura maremmana fino alla distesa limpida del Mar Tirreno. Decine di siti archeologici risalenti a tutte le epoche dell'insediamento umano in Italia, dalla preistoria all'Età del Bronzo, dalla civiltà etrusca e romana al medioevo, dal rinascimento alla nobiltà ottocentesca disegnano le vie percorse dalla civiltà, dai suoi primi vagiti nelle grotte scavate nel tufo fino alle arterie di comunicazione realizzate dai Lorena e alle grandi e piccole aziende agricole che oggi vivacizzano la vita e l'economia con prodotti di alta qualità. Gli antichi borghi di Manciano, Saturnia, Scansano, Sorano, Pitigliano e Sovana dall'alto delle loro rocche, dove sorsero e crebbero per meglio difendersi dalle frequenti incursioni nemiche, dominano le vallate scavate da fiumi e torrenti, narrando la propria storia personale lungo le cinte murarie, sui muri degli antichi palazzi, nelle chiese, nelle fortezze, nei musei, nei reperti di tutte le epoche che ancora oggi riemergono in gran numero dal terreno dei campi coltivati e dell'antichità. Nelle vallate dove la natura regna con la sua forza, bellezza e incredibile varietà di specie animali e vegetali, si trovano nascoste sotto le fronde degli alberi un gran numero di insediamenti rupestri, necropoli con tombe preistoriche ed etrusche di straordinaria fattura, scavate nella morbida roccia tufacea e collegate ai borghi di Sovana, Pitigliano, Sorano da profondi solchi scavati nella roccia tufacea, chiamati “vie cave”. Quest'ultime, corrono lungo i dirupi, vicino ai torrenti, mostrando l'instancabile attività dell'uomo nella zona, e dopo migliaia di anni sono sfruttate ancora oggi per i più svariati usi agricoli, come stalle, cantine, colombaie, segno della capacità della popolazione di convivere con il proprio passato senza immobilizzarsi nella sua venerazione. Oggi le colline più morbide sono ricoperte da campi arati, uliveti e vigneti che rappresentano l'enorme ricchezza produttiva della regione, fondata su un'agricoltura di qualità in grado di produrre vini straordinari come il Morellino di Scansano, il Rosso di Sovana, il Bianco di Pitigliano, ed altri prodotti come l'olio extra-vergine di oliva, ricercati in tutto il mondo per il loro sapore unico. Le sorgenti termali, già famose in epoca romana, soddisfano invece la voglia di relax e salute di abitanti e villeggianti. Le colline del Fiora rappresentano uno dei patrimoni umani e naturali più generosi e preziosi, dove tra le testimonianze del passato più antico scorre una vita attiva, produttiva, vivace; una vita a "misura d'uomo" nella Toscana di oggi.

ARTIGIANATO

Complice la distanza dai centri urbani, negli ultimi decenni la Maremma sta sviluppando una sua specifica tradizione di artigianato locale, dimostrando una straordinaria capacità innovativa nell'utilizzo delle antiche tecniche di produzione di manufatti artistici. Tra i prodotti artigianali locali la ceramica maremmana - a lungo ignorata da un punto di vista artistico perché considerata anonima - oggi è ricercata in quanto straordinariamente originale. Capace di rinnovarsi costantemente, la produzione locale si sta affermando per la continua sperimentazione di forme e tecniche in cui l'esecuzione diventa linguaggio espressivo unico e articolato. In questo modo l'innovazione si coniuga con le tradizioni locali creando oggetti che si distinguono per l'originalità delle decorazioni e la bellezza delle forme. In questi laboratori prendono vita sia oggetti d'uso quotidiano che pezzi unici, in cui l'antica sapienza artigiana si unisce ad una creatività inesauribile e moderna. La rivisitazione di motivi antichi si associa a tecniche innovative, nuovi linguaggi e nuovi strumenti, e le produzioni spaziano dalla porcellana alla terracotta, dal raku al gres, dagli smalti alla pittura a fuoco o all'incisione a mano, nella continua esplorazione del "fare" artigianato. Il legno costituisce ancora uno tra i materiali prediletti dagli artigiani locali nella creazione di un'ampia varietà di manufatti. Nelle antiche tecniche di lavorazione l'abilità manuale non è stata sostituita dall'introduzione di macchinari, che restano semplici strumenti per il lavoro dell'uomo. Gli oggetti semplici e funzionali che arredavano le case contadine come le tavole in legno massello, le madie dove si faceva il pane o le tipiche credenze di campagna, oggi vengono riproposti e rivisitati e diventano oggetti tipici e molto apprezzati per l'arredamento degli interni. L'antico mestiere del seggiolaio è stato tramandato fino ad oggi e testimonia la ricchezza e il fascino di un antico mestiere nella continua ricerca di oggetti nuovi dando vita ad una produzione rara, originale e tradizionale, che segue le antiche regole artigianali. In Maremma ancora oggi le sedie vengono impagliate con le erbe raccolte nelle zone lagunari, seguendo la tradizione medievale che un tempo regolava la raccolta delle erbe. Quest'ultime una volta selezionate e lasciate asciugare al sole venivano conservate all'ombra per poi essere usate per impagliare le varie tipologie di sedie, che solo l'esperienza e la dimestichezza rendono prodotti unici. Il tufo: La zona delle Colline del Fiora è caratterizzata da un paesaggio unico, dove predomina la presenza di rocce e formazioni tufacee di origine vulcanica. Il tufo costituisce una delle più caratteristiche rocce piroclastiche che contraddistingue la morfologia di questi luoghi creando forme e colori suggestivi. Nella zona delle pendici maremmane del Monte Amiata (edificio vulcanico di età quaternaria, c.a. 400.000 anni fa) la struttura del territorio è costituita da sovrapposizioni di strati di ceneri vulcaniche formate da tufi grigi che racchiudono palle tondeggianti di scorie cellulose con grani di lava coriacea bigia; al tufo grigio friabile si aggiunge il tufo giallo che contiene piccolissimi cristalli di feldspato. Le vie cave: Le vie cave sono lunghe vie buie e strette, profondamente incassate nella roccia tufacea che dagli altopiani di Sorano, Pitigliano e Sovana scendono fino ai fiumi, collegando così i tre borghi. I percorsi originari delle vie seguivano probabilmente il corso dei ruscelli che dagli altopiani si immettevano nei fiumi. In seguito sono state scavate e modificate dall'opera dell'uomo fino a creare piccoli sentieri o larghe mulattiere. Dall'alto, la fitta vegetazione boschiva sulle pareti le nasconde alla vista e ciò le ha rese nel tempo importanti vie di comunicazione, più sicure delle strade aperte. Il percorso tortuoso unito all'altezza delle pareti - che raggiunge in certi casi anche i venti metri - rende il passaggio inquietante e suggestivo allo stesso tempo. Con l'arrivo degli Etruschi le vie cave si trasformarono in strade di grande comunicazione. Gli abili ingegneri Etruschi regolarono la pendenza e provvidero a canalizzare l'acqua piovana, rallentando l'erosione che avrebbe reso in breve tempo sconnessa la pavimentazione delle vie. Sistemate e rese percorribili, le vie ospitarono nel tempo il traffico dei carri tra Saturnia e Sovana da una parte e Statonia, Vulci, Chiusi e Volsena (l'attuale Orvieto) dall'altra. Attualmente queste antiche vie di comunicazione possono essere percorse dai turisti, con itinerari affascinanti come quello che da Pitigliano conduce a Sovana. Questo percorso è lungo 7km, e percorribile in circa 3 ore, in compagnia di una guida locale per conoscere meglio la storia di queste misteriose vie.
 
L'ECONOMIA LOCALE E LA PROMOZIONE TERRITORIALE

I caratteri socio-economici del territorio comunitario rendono l'ambiente tipicamente rurale: l'economia della zona si basa infatti quasi esclusivamente sulle attività agricole, che da sempre hanno caratterizzato tutto il paesaggio. Le colture più diffuse sono quelle cerealicole a cui si affiancano la produzione vitivinicola e olivicola. Il turismo rappresenta inoltre una delle risorse strategiche di questa zona, considerata la ricchezza del patrimonio naturale, storico e archeologico delle Colline del Fiora. In particolare le nuove tendenze del turismo stanno sempre di più privilegiando lo stretto rapporto che esiste tra le tradizioni locali (culturali, enogastronomiche ecc) e l'accoglienza sul territorio. La Comunità Montana in coerenza con le finalità indicate nel proprio statuto promuove lo sviluppo e la competitività del sistema economico sociale e locale, favorendo la partecipazione di tutti gli operatori pubblici e privati e della popolazione in generale. L'obiettivo prioritario è quello di incoraggiare lo sviluppo agricolo in senso sostenibile, uno sviluppo incentrato sull'agricoltura, ma rivolto a tutti i settori ad essa collegati quali: l'ambiente, il turismo, il commercio e l'artigianato. In questa prospettiva una delle finalità delle attività di promozione svolte dalla Comunità Montana è quella di raggiungere una piena valorizzazione delle produzioni locali e delle risorse di base esistenti, al fine di puntare ad un rilancio economico, nonché ad una adeguata crescita della propensione all'imprenditorialità nei diversi settori. Le risorse e le attività a cui continuare ad assegnare un ruolo rilevante per la ripresa sono costituite da beni naturalistico - ambientali, da beni culturali di straordinaria rilevanza e concentrazione, da produzioni agricole, da attività turistica, e più collegati alle caratteristiche del territorio, dal manifatturiero leggero e dall'artigianato. La Comunità Montana, nell'ambito delle attività di promozione territoriale, ha partecipato e parteciperà insieme ad una rappresentativa delle aziende presenti sul territorio ad alcuni importanti appuntamenti e rassegne eno-gastronomiche in Italia e all'estero. Tra questi si possono, in particolare, ricordare: Firenze…a tavola - Salotto del Buon Gusto e dei Sapori d'Italia Salotto del Buon Gusto e dei Sapori d'Italia è la migliore vetrina per chi vuole offrire i suoi prodotti ai buyers delle più importanti catene del mondo Vieninprovincia - Roma, Galoppatoio di Villa Borghese. La manifestazione si svolge nel cuore di Roma, nel galoppatoio di Villa Borghese ed offre un intenso programma di appuntamenti culturali, convegni, seminari, incontri, workshop, Ogni giorno ci saranno spettacoli di diversa matrice culturale con particolare attenzione alle testimonianze di folclore e tradizioni popolari; inoltre ci sarà un'area di degustazione, dove si avrà la possibilità di conoscere e assaporare i sapori tipici di alcune delle province italiane Summer Fancy Food. New York, Jackob Javits Centre. Manifestazione fieristica che si svolge a New York, è rivolto alle imprese del settore agroalimentare. Di rilievo internazionale e a carattere strettamente professionale, vede la partecipazione di visitatori ed espositori non solo dagli Stati Uniti, ma da tutto il Nord America. Festambiente. Rispescia (Grosseto). Ogni anno in agosto, nello scenario del Parco della Maremma, si tiene Festambiente, il festival internazionale di ecologia e solidarietà promosso da Legambiente. FESTAMBIENTE è la manifestazione nazionale di Legambiente, la più grande e diffusa associazione ambientalista italiana e costituisce uno dei maggiori appuntamenti europei dedicati alle tematiche ecologiche. Il festival si presenta come una vetrina annuale nella quale progetti ed esperienze in campo ambientale sono i protagonisti, ed è un festival che promuove la qualità della vita in tutti i suoi aspetti: sana alimentazione, salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale del paese, innovazioni tecnologiche, tutela delle tradizionli e culture locali, solidarietà, divertimento, musica e spettacolo. Fieravacanze. Braccagni, loc. Madonnino (Grosseto). Fieravacanze è la manifestazione che da anni promuove il turismo rurale e il tempo libero in Maremma e costituisce un appuntamento fisso per le aziende del settore. La presenza della Comunità Montana ha rappresentato un'occasione per promuovere le innumerevoli ricchezze naturali e culturali del territorio. Anuga di Colonia la più grande fiera internazionale del comparto alimentare. L'ultima edizione della manifestazione ha visto la presenza di quasi 6300 espositori provenienti da tutto il mondo e di circa 160.000 buyers provenienti da 156 Paesi. E' soprattutto il numero dei buyers presenti dall'estero, il 52% delle presenze complessive, che testimonia l'internazionalità dell'iniziativa ed il ruolo di Anuga quale fiera guida per il Food business internazionale. Sial. Parigi, Parc des expositions. Il Salon International de l'Alimentation rappresenta l'appuntamento centrale a livello internazionale per la promozione di tutti i prodotti enogastronomici di qualità. La partecipazione della Comunità Montana costituisce uno strumento per la valorizzazione del territorio e delle produzioni tipiche locali. Borsa Mediterranea del Turismo di Paestum. La fiera promuove destinazioni e siti dei paesi del Mediterraneo , al fine di creare integrazione fra le diverse culture , di favorire la commercializzazione di prodotti turistici specifici, di incrementare le opportunità economiche. La zona delle Colline del Fiora presenta una ricchezza straordinaria di prodotti agroalimentari di qualità. Molti di questi prodotti sono oggi riconosciuti come prodotti IGP o DOP, mentre nel territorio della Comunità Montana vengono prodotti due vini DOC e un vino DOCG. Inoltre è presente un presidio "Slow Food" nel territorio di Pitigliano, legato alla tradizione della comunità ebraica che ha vissuto e in parte sopravvive ancora oggi in queste zone.

LE PRODUZIONI

I PRODOTTI A MARCHIO DOP E IGP
Olio extravergine di oliva Toscano IGP:
Nel territorio della Comunità Montana Colline del Fiora, come in gran parte del territorio toscano viene prodotto l'olio extra vergine di oliva toscano IGP. La tradizione olivicola nella zona presenta radici molto antiche e costituisce una produzione tipica di grande valore e qualità. L'olio extravergine di oliva Toscano che si fregia del marchio IGP deve possedere le caratteristiche prescritte nel disciplinare di produzione che prevede, oltre ai requisiti di qualità e tipicità, che tutte le fasi di produzione delle olive, dall' estrazione dell'olio al confezionamento siano obbligatoriamente effettuate all'interno del territorio toscano. L'olio extravergine di oliva Toscano è prodotto con olive provenienti dalle varietà del germoplasma olivicolo autoctono regionale. Altre varietà possono concorrere fino ad un massimo del 5%. Quest'olio ha un colore dal verde al giallo con variazione cromatica nel tempo, un odore di fruttato accompagnato da un sentore di mandorla, carciofo,frutta matura e un sapore fruttato marcato. L'acidità massima consentita è pari allo 0,6%. L'olio Toscano è ideale per condire verdure crude e cotte, soprattutto lessate, ma anche per minestre, zuppe di legumi, pesce e carne alla griglia. Pecorino Toscano DOP: Il pecorino in Toscana ha origini antichissime risalenti all'epoca etrusca. La pastorizia e l'allevamento ovino continuano a diffondersi in tutta la Toscana durante il Medioevo ed è emblematico l'episodio di Giotto che pascola il gregge nei pressi di Vicchio del Mugello dipingendo sui sassi. Durante i secoli seguenti numerosissimi sono gli scritti e documenti celebranti l'importanza rivestita dal pecorino in Toscana, questo allora veniva chiamato cacio marzolino perché la sua produzione iniziava tradizionalmente in marzo per poi continuare durante tutta la primavera. Ad eccezione della crisi che si abbatté sulla pastorizia toscana dal 1918 fino al dopoguerra, riducendo drasticamente il numero dei capi allevati e i quantitativi di pecorino prodotto, l'allevamento ovino toscano vede sempre maggiore sviluppo; nascono i primi caseifici e si ha la separazione fra la figura del pastore, l'allevatore delle pecore,e quella del casaro.vero e proprio produttore del formaggio. Il pecorino Toscano DOP viene prodotto con latte intero di pecora, con aggiunta di caglio di vitello; la pasta viene sottoposta a cottura e a rottura fino a determinare granuli di cagliata di grandezza variabile da quella di un chicco di granturco per il tipo a pasta "semi-dura" a quella di una nocciola per il tipo "tenero". Successivamente si effettua la pressatura e la salatura, cui segue un periodo di stagionatura di durata variabile a seconda della collocazione gastronomica del formaggio. La forma del prodotto finito è cilindrica a facce piane, dal diametro variabile tra 15 e 22 cm; lo scalzo è leggermente convesso, di altezza compresa tra 7 e 11 cm ed il peso delle forme varia da 1 a 3,5 kg. Il colore della crosta è giallo con tonalità variabile mentre la pasta è bianco-paglierino di sapore delicato, con una leggera vena piccante. Il Pecorino Toscano può essere consumato come formaggio da tavola o da grattugia secondo il grado di stagionatura. Grattugiato viene usato come condimento per la ribollita, per paste asciutte e per insaporire secondi piatti a base di carne. A fette, invece, sia stagionato che fresco, si accompagna bene con miele, marmellata, frutta e verdure fresche di stagione. Con il Pecorino Toscano si abbinano bene alcuni dei vini prodotti nel territorio della Comunità Montana come il "Bianco di Pitigliano", per il pecorino a pasta tenera e il "Morellino di Scansano", per stagionature superiori agli otto mesi.

I VINI DOC, DOCG E IGT

Nel territorio della Comunità Montana vengono prodotti alcuni tra i più famosi e prestigiosi vini di tutta la Provincia di Grosseto. In particolare i vini a denominazione controllata prodotti nella zona sono tre: Il Morellino di Scansano DOCG, Il Bianco di Pitigliano DOC e il Sovana DOC. Inoltre il territorio della Comunità, come gran parte del
territorio della provincia di Grosseto è zona di produzione di un vino IGT molto apprezzato: l'IGT Maremma Toscana. Morellino di Scansano DOCG: Questo vino si ottiene nella fascia collinare della Provincia di Grosseto, tra i fiumi Ombrone e Albegna, che include l'intero territorio del Comune di Scansano e parte di quelli dei Comuni di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna. Insieme al Brunello di Montalcino è l'unico rosso toscano che può essere prodotto interamente da uve Sangiovese. Sono però consentiti, fino al 15%, anche vitigni di bacca nera, di cui nei nuovi impianti sono più diffusi le varietà Alicante, Cabernet, Grenache e Merlot. Ha un colore rosso rubino, tendente al granato con l'invecchiamento. Profumato, etereo, intenso, gradevole e fine, il sapore è asciutto, austero, caldo. Gradazione minima: 11,5°. Con una gradazione minima di 12° e due anni di invecchiamento può portare la dizione aggiuntiva di "riserva". Bianco di Pitigliano DOC: Il Bianco di Pitigliano DOC è un vino dal colore paglierino con riflessi verdolini si ottiene dalle uve che maturano nella fascia di terreni di origine vulcanica, che dal lago di Bolsena si protende verso Pitigliano, provenienti dai vitigni Trebbiano toscano (50-80%), Greco e/o Malvasia bianca toscana e/o Verdello (massimo 20%) e dai vitigni Grechetto, Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco e Riesling italico da soli (massimo 15%) o congiuntamente (massimo 30%) ed eventualmente da altri vitigni a bacca bianca della zona (massimo 10%). Ha un odore delicato, un sapore asciutto, vivace, neutro con fondo leggermente amarognolo, di medio corpo, morbido. Gradazione minima: 11°. Con una gradazione di 12° questo vino può portare la qualificazione "superiore". Si produce anche nel tipo "spumante" con le seguenti caratteristiche: colore paglierino con riflessi verdolini, odore delicato, sapore asciutto, acidulo, con fondo leggermente amarognolo, spuma fine e persistente. Gradazione minima: 11,5°. Sovana DOC: La zona di produzione della D.O.C. "Sovana" coincide prevalentemente con quella del "Bianco di Pitigliano", interessando il territorio dei comuni di Pitigliano, Sorano e parte del comune di Manciano fino al confine con la D.O.C.G. "Morellino di Scansano". Il Sangiovese rappresenta il vitigno base (almeno il 50%) per la produzione del "Sovana Rosso", "Rosso Superiore" e "Rosato" (senza la specificazione del vitigno), possono concorrere per il rimanente 50% i vitigni a bacca nera autorizzati e raccomandati per la provincia di Grosseto. Per il "Sovana Rosso Superiore" oltre al Sangiovese, possono essere utilizzati singolarmente con un minimo dell'85% altri vitigni come l'Aleatico, il Cabernet Sauvignon e il Merlot. I vini con la specifica del vitigno oggetto di invecchiamento in botti di legno per almeno 24 mesi ed in bottiglia possono assumere la menzione "riserva". ROSSO: si presenta con un colore rosso rubino con riflessi violacei, odore vinoso, sapore asciutto armonico. Gradazione minima: 11°.  ROSSO SUPERIORE: si presenta di colore rosso intenso, tendente al granato con l'invecchiamento, assume sapori e profumi particolari a seconda del vitigno utilizzato. Gradazione minima: 12°.

IL PRESIDIO SLOW FOOD "LA CUCINA DEI GOYM NELLE CITTÀ DEL TUFO"

Questo presidio Slow Food è principalmente incentrato su due dolci tipici della tradizione ebraica: lo sfratto e il bollo, simboli dell'incontro fra gastronomia ebraica e maremmana nelle zone di Pitigliano e Sorano. Il presidio deve la sua denominazione alla cucina dei goym (gentili nella traduzione ebraica) che si contrappone alla cucina e ai prodotti kasher che sono realizzati nel rispetto delle antiche tradizioni del popolo ebraico. Attualmente infatti, non ci sono più prodotti kasher (tranne poche eccezioni), ma rimangono le tracce di una antica e importante contaminazione; tracce disseminate in tutta la cucina locale. Eredità culturale di una storia antica, iniziata a metà del XVI secolo, quando gli ebrei dell'Italia centrale, incalzati dalle persecuzioni dei pontefici e di Cosimo II, granduca di Toscana, cercarono di sottrarsi ai ghetti di Roma, Ancona, Firenze e Siena (in cui fu dato ordine di rinchiuderli), e trovarono rifugio in zone di confine, relativamente isolate, come Monte San Savino, Lippiano e, appunto, Pitigliano. Il Presidio focalizza la propria attenzione sui due dolci simbolo della tradizione ebraica (sfratto e bollo), riunendo i produttori e stilando assieme a loro due disciplinari di produzione (le materie prime dovranno essere locali, il bollo dovrà essere prodotto con lievitazione naturale, e così via) ma coinvolge tutta la cucina di contaminazione fra cultura ebraica e maremmana. E naturalmente, assieme ai produttori e ai ristoratori, vuole promuovere quell'angolo splendido di Maremma fra Pitigliano e Sorano, i due borghi medioevali costruiti su rupi tufacee.

LE ALTRE PRODUZIONI LOCALI

Oltre ai prodotti a marchio DOP, IGP e ai vini a marchio DOC, DOCG e IGT, il territorio delle Colline del Fiora offre una varietà ricchissima di prodotti locali, legati alle tradizioni e alla cucina del territorio. Tra questi si possono ricordare i formaggi freschi e stagionati nonché la grande varietà di salumi, prodotti ancora oggi secondo le ricette e nel rispetto delle tecniche tradizionali.
Il Formaggio: L'industria casearia rappresenta per l'economia un settore di attività fiorente, a cui si deve la produzione di formaggi tipici di qualità, tra cui il Pecorino DOP già menzionato. La gamma di prodotti è però molto vasta e comprende formaggi freschi di produzione giornaliera da latte di pecora o misto, come la ricotta, il raveggiolo e lo stracchino, molto apprezzati per la loro genuinità, insieme ai più rinomati pecorini o caciotte, da consumarsi freschi o dopo la stagionatura