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| Territorio
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Nel
sud della Toscana, nella Provincia di Grosseto al confine con il Lazio,
si estende un territorio straordinario, che vanta un patrimonio
storico, culturale, artistico, naturalistico ed enogastronomico di
immenso valore: le colline del Fiora. Il territorio che accompagna il
corso toscano dei fiumi Fiora ed Albegna abbraccia una natura
incontaminata, unica in tutto il territorio italiano per varietà
e ricchezza. Una natura composta di paesaggi selvaggi di ineguagliabile
bellezza, ricchi di fiumi e boschi, di sorgenti termali, di panorami
placidi e sereni o aspri e inquietanti, sotto l'immenso cielo azzurro
che scende dalle pendici del Monte Amiata, antico vulcano spento, lungo
la splendida pianura maremmana fino alla distesa limpida del Mar
Tirreno. Decine di siti archeologici risalenti a tutte le epoche
dell'insediamento umano in Italia, dalla preistoria all'Età del
Bronzo, dalla civiltà etrusca e romana al medioevo, dal
rinascimento alla nobiltà ottocentesca disegnano le vie percorse
dalla civiltà, dai suoi primi vagiti nelle grotte scavate nel
tufo fino alle arterie di comunicazione realizzate dai Lorena e alle
grandi e piccole aziende agricole che oggi vivacizzano la vita e
l'economia con prodotti di alta qualità. Gli antichi borghi di
Manciano, Saturnia, Scansano, Sorano, Pitigliano e Sovana dall'alto
delle loro rocche, dove sorsero e crebbero per meglio difendersi dalle
frequenti incursioni nemiche, dominano le vallate scavate da fiumi e
torrenti, narrando la propria storia personale lungo le cinte murarie,
sui muri degli antichi palazzi, nelle chiese, nelle fortezze, nei
musei, nei reperti di tutte le epoche che ancora oggi riemergono in
gran numero dal terreno dei campi coltivati e dell'antichità.
Nelle vallate dove la natura regna con la sua forza, bellezza e
incredibile varietà di specie animali e vegetali, si trovano
nascoste sotto le fronde degli alberi un gran numero di insediamenti
rupestri, necropoli con tombe preistoriche ed etrusche di straordinaria
fattura, scavate nella morbida roccia tufacea e collegate ai borghi di
Sovana, Pitigliano, Sorano da profondi solchi scavati nella roccia
tufacea, chiamati “vie cave”. Quest'ultime, corrono lungo i
dirupi, vicino ai torrenti, mostrando l'instancabile attività
dell'uomo nella zona, e dopo migliaia di anni sono sfruttate ancora
oggi per i più svariati usi agricoli, come stalle, cantine,
colombaie, segno della capacità della popolazione di convivere
con il proprio passato senza immobilizzarsi nella sua venerazione. Oggi
le colline più morbide sono ricoperte da campi arati, uliveti e
vigneti che rappresentano l'enorme ricchezza produttiva della regione,
fondata su un'agricoltura di qualità in grado di produrre vini
straordinari come il Morellino di Scansano, il Rosso di Sovana, il
Bianco di Pitigliano, ed altri prodotti come l'olio extra-vergine di
oliva, ricercati in tutto il mondo per il loro sapore unico. Le
sorgenti termali, già famose in epoca romana, soddisfano invece
la voglia di relax e salute di abitanti e villeggianti. Le colline del
Fiora rappresentano uno dei patrimoni umani e naturali più
generosi e preziosi, dove tra le testimonianze del passato più
antico scorre una vita attiva, produttiva, vivace; una vita a "misura
d'uomo" nella Toscana di oggi.
ARTIGIANATO
Complice la distanza dai centri urbani, negli ultimi
decenni la Maremma sta sviluppando una sua specifica tradizione di
artigianato locale, dimostrando una straordinaria capacità
innovativa nell'utilizzo delle antiche tecniche di produzione di
manufatti artistici. Tra i prodotti artigianali locali la ceramica
maremmana - a lungo ignorata da un punto di vista artistico
perché considerata anonima - oggi è ricercata in quanto
straordinariamente originale. Capace di rinnovarsi costantemente, la
produzione locale si sta affermando per la continua sperimentazione di
forme e tecniche in cui l'esecuzione diventa linguaggio espressivo
unico e articolato. In questo modo l'innovazione si coniuga con le
tradizioni locali creando oggetti che si distinguono per
l'originalità delle decorazioni e la bellezza delle forme. In
questi laboratori prendono vita sia oggetti d'uso quotidiano che pezzi
unici, in cui l'antica sapienza artigiana si unisce ad una
creatività inesauribile e moderna. La rivisitazione di motivi
antichi si associa a tecniche innovative, nuovi linguaggi e nuovi
strumenti, e le produzioni spaziano dalla porcellana alla terracotta,
dal raku al gres, dagli smalti alla pittura a fuoco o all'incisione a
mano, nella continua esplorazione del "fare" artigianato. Il legno
costituisce ancora uno tra i materiali prediletti dagli artigiani
locali nella creazione di un'ampia varietà di manufatti. Nelle
antiche tecniche di lavorazione l'abilità manuale non è
stata sostituita dall'introduzione di macchinari, che restano semplici
strumenti per il lavoro dell'uomo. Gli oggetti semplici e funzionali
che arredavano le case contadine come le tavole in legno massello, le
madie dove si faceva il pane o le tipiche credenze di campagna, oggi
vengono riproposti e rivisitati e diventano oggetti tipici e molto
apprezzati per l'arredamento degli interni. L'antico mestiere del
seggiolaio è stato tramandato fino ad oggi e testimonia la
ricchezza e il fascino di un antico mestiere nella continua ricerca di
oggetti nuovi dando vita ad una produzione rara, originale e
tradizionale, che segue le antiche regole artigianali. In Maremma
ancora oggi le sedie vengono impagliate con le erbe raccolte nelle zone
lagunari, seguendo la tradizione medievale che un tempo regolava la
raccolta delle erbe. Quest'ultime una volta selezionate e lasciate
asciugare al sole venivano conservate all'ombra per poi essere usate
per impagliare le varie tipologie di sedie, che solo l'esperienza e la
dimestichezza rendono prodotti unici. Il tufo: La zona delle Colline
del Fiora è caratterizzata da un paesaggio unico, dove predomina
la presenza di rocce e formazioni tufacee di origine vulcanica. Il tufo
costituisce una delle più caratteristiche rocce piroclastiche
che contraddistingue la morfologia di questi luoghi creando forme e
colori suggestivi. Nella zona delle pendici maremmane del Monte Amiata
(edificio vulcanico di età quaternaria, c.a. 400.000 anni fa) la
struttura del territorio è costituita da sovrapposizioni di
strati di ceneri vulcaniche formate da tufi grigi che racchiudono palle
tondeggianti di scorie cellulose con grani di lava coriacea bigia; al
tufo grigio friabile si aggiunge il tufo giallo che contiene
piccolissimi cristalli di feldspato. Le vie cave: Le vie cave sono
lunghe vie buie e strette, profondamente incassate nella roccia tufacea
che dagli altopiani di Sorano, Pitigliano e Sovana scendono fino ai
fiumi, collegando così i tre borghi. I percorsi originari delle
vie seguivano probabilmente il corso dei ruscelli che dagli altopiani
si immettevano nei fiumi. In seguito sono state scavate e modificate
dall'opera dell'uomo fino a creare piccoli sentieri o larghe
mulattiere. Dall'alto, la fitta vegetazione boschiva sulle pareti le
nasconde alla vista e ciò le ha rese nel tempo importanti vie di
comunicazione, più sicure delle strade aperte. Il percorso
tortuoso unito all'altezza delle pareti - che raggiunge in certi casi
anche i venti metri - rende il passaggio inquietante e suggestivo allo
stesso tempo. Con l'arrivo degli Etruschi le vie cave si trasformarono
in strade di grande comunicazione. Gli abili ingegneri Etruschi
regolarono la pendenza e provvidero a canalizzare l'acqua piovana,
rallentando l'erosione che avrebbe reso in breve tempo sconnessa la
pavimentazione delle vie. Sistemate e rese percorribili, le vie
ospitarono nel tempo il traffico dei carri tra Saturnia e Sovana da una
parte e Statonia, Vulci, Chiusi e Volsena (l'attuale Orvieto)
dall'altra. Attualmente queste antiche vie di comunicazione possono
essere percorse dai turisti, con itinerari affascinanti come
quello che da Pitigliano conduce a Sovana. Questo percorso è
lungo 7km, e percorribile in circa 3 ore, in compagnia di una guida
locale per conoscere meglio la storia di queste misteriose vie.
L'ECONOMIA LOCALE E LA PROMOZIONE TERRITORIALE
I caratteri socio-economici del territorio comunitario
rendono l'ambiente tipicamente rurale: l'economia della zona si basa
infatti quasi esclusivamente sulle attività agricole, che da
sempre hanno caratterizzato tutto il paesaggio. Le colture più
diffuse sono quelle cerealicole a cui si affiancano la produzione
vitivinicola e olivicola. Il turismo rappresenta inoltre una delle
risorse strategiche di questa zona, considerata la ricchezza del
patrimonio naturale, storico e archeologico delle Colline del Fiora. In
particolare le nuove tendenze del turismo stanno sempre di più
privilegiando lo stretto rapporto che esiste tra le tradizioni locali
(culturali, enogastronomiche ecc) e l'accoglienza sul territorio. La
Comunità Montana in coerenza con le finalità indicate nel
proprio statuto promuove lo sviluppo e la competitività del
sistema economico sociale e locale, favorendo la partecipazione di
tutti gli operatori pubblici e privati e della popolazione in generale.
L'obiettivo prioritario è quello di incoraggiare lo sviluppo
agricolo in senso sostenibile, uno sviluppo incentrato
sull'agricoltura, ma rivolto a tutti i settori ad essa collegati quali:
l'ambiente, il turismo, il commercio e l'artigianato. In questa
prospettiva una delle finalità delle attività di
promozione svolte dalla Comunità Montana è quella di
raggiungere una piena valorizzazione delle produzioni locali e delle
risorse di base esistenti, al fine di puntare ad un rilancio economico,
nonché ad una adeguata crescita della propensione
all'imprenditorialità nei diversi settori. Le risorse e le
attività a cui continuare ad assegnare un ruolo rilevante per la
ripresa sono costituite da beni naturalistico - ambientali, da beni
culturali di straordinaria rilevanza e concentrazione, da produzioni
agricole, da attività turistica, e più collegati alle
caratteristiche del territorio, dal manifatturiero leggero e
dall'artigianato. La Comunità Montana, nell'ambito delle
attività di promozione territoriale, ha partecipato e
parteciperà insieme ad una rappresentativa delle aziende
presenti sul territorio ad alcuni importanti appuntamenti e rassegne
eno-gastronomiche in Italia e all'estero. Tra questi si possono, in
particolare, ricordare: Firenze…a tavola - Salotto del Buon
Gusto e dei Sapori d'Italia Salotto del Buon Gusto e dei Sapori
d'Italia è la migliore vetrina per chi vuole offrire i suoi
prodotti ai buyers delle più importanti catene del mondo
Vieninprovincia - Roma, Galoppatoio di Villa Borghese. La
manifestazione si svolge nel cuore di Roma, nel galoppatoio di Villa
Borghese ed offre un intenso programma di appuntamenti culturali,
convegni, seminari, incontri, workshop, Ogni giorno ci saranno
spettacoli di diversa matrice culturale con particolare attenzione alle
testimonianze di folclore e tradizioni popolari; inoltre ci sarà
un'area di degustazione, dove si avrà la possibilità di
conoscere e assaporare i sapori tipici di alcune delle province
italiane Summer Fancy Food. New York, Jackob Javits Centre.
Manifestazione fieristica che si svolge a New York, è rivolto
alle imprese del settore agroalimentare. Di rilievo internazionale e a
carattere strettamente professionale, vede la partecipazione di
visitatori ed espositori non solo dagli Stati Uniti, ma da tutto il
Nord America. Festambiente. Rispescia (Grosseto). Ogni anno in agosto,
nello scenario del Parco della Maremma, si tiene Festambiente, il
festival internazionale di ecologia e solidarietà promosso da
Legambiente. FESTAMBIENTE è la manifestazione nazionale di
Legambiente, la più grande e diffusa associazione ambientalista
italiana e costituisce uno dei maggiori appuntamenti europei dedicati
alle tematiche ecologiche. Il festival si presenta come una vetrina
annuale nella quale progetti ed esperienze in campo ambientale sono i
protagonisti, ed è un festival che promuove la qualità
della vita in tutti i suoi aspetti: sana alimentazione, salvaguardia
del patrimonio ambientale e culturale del paese, innovazioni
tecnologiche, tutela delle tradizionli e culture locali,
solidarietà, divertimento, musica e spettacolo. Fieravacanze.
Braccagni, loc. Madonnino (Grosseto). Fieravacanze è la
manifestazione che da anni promuove il turismo rurale e il tempo libero
in Maremma e costituisce un appuntamento fisso per le aziende del
settore. La presenza della Comunità Montana ha rappresentato
un'occasione per promuovere le innumerevoli ricchezze naturali e
culturali del territorio. Anuga di Colonia la più grande fiera
internazionale del comparto alimentare. L'ultima edizione della
manifestazione ha visto la presenza di quasi 6300 espositori
provenienti da tutto il mondo e di circa 160.000 buyers provenienti da
156 Paesi. E' soprattutto il numero dei buyers presenti dall'estero, il
52% delle presenze complessive, che testimonia
l'internazionalità dell'iniziativa ed il ruolo di Anuga quale
fiera guida per il Food business internazionale. Sial. Parigi, Parc des
expositions. Il Salon International de l'Alimentation rappresenta
l'appuntamento centrale a livello internazionale per la promozione di
tutti i prodotti enogastronomici di qualità. La partecipazione
della Comunità Montana costituisce uno strumento per la
valorizzazione del territorio e delle produzioni tipiche locali. Borsa
Mediterranea del Turismo di Paestum. La fiera promuove destinazioni e
siti dei paesi del Mediterraneo , al fine di creare integrazione fra le
diverse culture , di favorire la commercializzazione di prodotti
turistici specifici, di incrementare le opportunità economiche.
La zona delle Colline del Fiora presenta una ricchezza straordinaria di
prodotti agroalimentari di qualità. Molti di questi prodotti
sono oggi riconosciuti come prodotti IGP o DOP, mentre nel territorio
della Comunità Montana vengono prodotti due vini DOC e un vino
DOCG. Inoltre è presente un presidio "Slow Food" nel territorio
di Pitigliano, legato alla tradizione della comunità ebraica che
ha vissuto e in parte sopravvive ancora oggi in queste zone.
LE PRODUZIONI
I PRODOTTI A MARCHIO DOP E IGP
Olio extravergine di oliva Toscano IGP:
Nel territorio della Comunità Montana Colline del Fiora, come in
gran parte del territorio toscano viene prodotto l'olio extra vergine
di oliva toscano IGP. La tradizione olivicola nella zona presenta
radici molto antiche e costituisce una produzione tipica di grande
valore e qualità. L'olio extravergine di oliva Toscano che si
fregia del marchio IGP deve possedere le caratteristiche prescritte nel
disciplinare di produzione che prevede, oltre ai requisiti di
qualità e tipicità, che tutte le fasi di produzione delle
olive, dall' estrazione dell'olio al confezionamento siano
obbligatoriamente effettuate all'interno del territorio toscano. L'olio
extravergine di oliva Toscano è prodotto con olive provenienti
dalle varietà del germoplasma olivicolo autoctono regionale.
Altre varietà possono concorrere fino ad un massimo del 5%.
Quest'olio ha un colore dal verde al giallo con variazione cromatica
nel tempo, un odore di fruttato accompagnato da un sentore di mandorla,
carciofo,frutta matura e un sapore fruttato marcato. L'acidità
massima consentita è pari allo 0,6%. L'olio Toscano è
ideale per condire verdure crude e cotte, soprattutto lessate, ma anche
per minestre, zuppe di legumi, pesce e carne alla griglia. Pecorino
Toscano DOP: Il pecorino in Toscana ha origini antichissime risalenti
all'epoca etrusca. La pastorizia e l'allevamento ovino continuano a
diffondersi in tutta la Toscana durante il Medioevo ed è
emblematico l'episodio di Giotto che pascola il gregge nei pressi di
Vicchio del Mugello dipingendo sui sassi. Durante i secoli seguenti
numerosissimi sono gli scritti e documenti celebranti l'importanza
rivestita dal pecorino in Toscana, questo allora veniva chiamato cacio
marzolino perché la sua produzione iniziava tradizionalmente in
marzo per poi continuare durante tutta la primavera. Ad eccezione della
crisi che si abbatté sulla pastorizia toscana dal 1918 fino al
dopoguerra, riducendo drasticamente il numero dei capi allevati e i
quantitativi di pecorino prodotto, l'allevamento ovino toscano vede
sempre maggiore sviluppo; nascono i primi caseifici e si ha la
separazione fra la figura del pastore, l'allevatore delle pecore,e
quella del casaro.vero e proprio produttore del formaggio. Il pecorino
Toscano DOP viene prodotto con latte intero di pecora, con aggiunta di
caglio di vitello; la pasta viene sottoposta a cottura e a rottura fino
a determinare granuli di cagliata di grandezza variabile da quella di
un chicco di granturco per il tipo a pasta "semi-dura" a quella di una
nocciola per il tipo "tenero". Successivamente si effettua la
pressatura e la salatura, cui segue un periodo di stagionatura di
durata variabile a seconda della collocazione gastronomica del
formaggio. La forma del prodotto finito è cilindrica a facce
piane, dal diametro variabile tra 15 e 22 cm; lo scalzo è
leggermente convesso, di altezza compresa tra 7 e 11 cm ed il peso
delle forme varia da 1 a 3,5 kg. Il colore della crosta è giallo
con tonalità variabile mentre la pasta è
bianco-paglierino di sapore delicato, con una leggera vena piccante. Il
Pecorino Toscano può essere consumato come formaggio da tavola o
da grattugia secondo il grado di stagionatura. Grattugiato viene usato
come condimento per la ribollita, per paste asciutte e per insaporire
secondi piatti a base di carne. A fette, invece, sia stagionato che
fresco, si accompagna bene con miele, marmellata, frutta e verdure
fresche di stagione. Con il Pecorino Toscano si abbinano bene alcuni
dei vini prodotti nel territorio della Comunità Montana come il
"Bianco di Pitigliano", per il pecorino a pasta tenera e il "Morellino
di Scansano", per stagionature superiori agli otto mesi.
I VINI DOC, DOCG E IGT
Nel territorio della Comunità Montana vengono
prodotti alcuni tra i più famosi e prestigiosi vini di tutta la
Provincia di Grosseto. In particolare i vini a denominazione
controllata prodotti nella zona sono tre: Il Morellino di Scansano
DOCG, Il Bianco di Pitigliano DOC e il Sovana DOC. Inoltre il
territorio della Comunità, come gran parte del
territorio della provincia di Grosseto è zona di produzione di
un vino IGT molto apprezzato: l'IGT Maremma Toscana. Morellino di
Scansano DOCG: Questo vino si ottiene nella fascia collinare della
Provincia di Grosseto, tra i fiumi Ombrone e Albegna, che include
l'intero territorio del Comune di Scansano e parte di quelli dei Comuni
di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e
Roccalbegna. Insieme al Brunello di Montalcino è l'unico rosso
toscano che può essere prodotto interamente da uve Sangiovese.
Sono però consentiti, fino al 15%, anche vitigni di bacca nera,
di cui nei nuovi impianti sono più diffusi le varietà
Alicante, Cabernet, Grenache e Merlot. Ha un colore rosso rubino,
tendente al granato con l'invecchiamento. Profumato, etereo, intenso,
gradevole e fine, il sapore è asciutto, austero, caldo.
Gradazione minima: 11,5°. Con una gradazione minima di 12° e
due anni di invecchiamento può portare la dizione aggiuntiva di
"riserva". Bianco di Pitigliano DOC: Il Bianco di Pitigliano DOC
è un vino dal colore paglierino con riflessi verdolini si
ottiene dalle uve che maturano nella fascia di terreni di origine
vulcanica, che dal lago di Bolsena si protende verso Pitigliano,
provenienti dai vitigni Trebbiano toscano (50-80%), Greco e/o Malvasia
bianca toscana e/o Verdello (massimo 20%) e dai vitigni Grechetto,
Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco e Riesling italico da soli (massimo
15%) o congiuntamente (massimo 30%) ed eventualmente da altri vitigni a
bacca bianca della zona (massimo 10%). Ha un odore delicato, un sapore
asciutto, vivace, neutro con fondo leggermente amarognolo, di medio
corpo, morbido. Gradazione minima: 11°. Con una gradazione di
12° questo vino può portare la qualificazione "superiore".
Si produce anche nel tipo "spumante" con le seguenti caratteristiche:
colore paglierino con riflessi verdolini, odore delicato, sapore
asciutto, acidulo, con fondo leggermente amarognolo, spuma fine e
persistente. Gradazione minima: 11,5°. Sovana DOC: La zona di
produzione della D.O.C. "Sovana" coincide prevalentemente con quella
del "Bianco di Pitigliano", interessando il territorio dei comuni di
Pitigliano, Sorano e parte del comune di Manciano fino al confine con
la D.O.C.G. "Morellino di Scansano". Il Sangiovese rappresenta il
vitigno base (almeno il 50%) per la produzione del "Sovana Rosso",
"Rosso Superiore" e "Rosato" (senza la specificazione del vitigno),
possono concorrere per il rimanente 50% i vitigni a bacca nera
autorizzati e raccomandati per la provincia di Grosseto. Per il "Sovana
Rosso Superiore" oltre al Sangiovese, possono essere utilizzati
singolarmente con un minimo dell'85% altri vitigni come l'Aleatico, il
Cabernet Sauvignon e il Merlot. I vini con la specifica del vitigno
oggetto di invecchiamento in botti di legno per almeno 24 mesi ed in
bottiglia possono assumere la menzione "riserva". ROSSO: si presenta
con un colore rosso rubino con riflessi violacei, odore vinoso, sapore
asciutto armonico. Gradazione minima: 11°. ROSSO SUPERIORE:
si presenta di colore rosso intenso, tendente al granato con
l'invecchiamento, assume sapori e profumi particolari a seconda del
vitigno utilizzato. Gradazione minima: 12°.
IL PRESIDIO SLOW FOOD "LA CUCINA DEI GOYM NELLE CITTÀ DEL TUFO"
Questo presidio Slow Food è principalmente
incentrato su due dolci tipici della tradizione ebraica: lo sfratto e
il bollo, simboli dell'incontro fra gastronomia ebraica e maremmana
nelle zone di Pitigliano e Sorano. Il presidio deve la sua
denominazione alla cucina dei goym (gentili nella traduzione ebraica)
che si contrappone alla cucina e ai prodotti kasher che sono realizzati
nel rispetto delle antiche tradizioni del popolo ebraico. Attualmente
infatti, non ci sono più prodotti kasher (tranne poche
eccezioni), ma rimangono le tracce di una antica e importante
contaminazione; tracce disseminate in tutta la cucina locale.
Eredità culturale di una storia antica, iniziata a metà
del XVI secolo, quando gli ebrei dell'Italia centrale, incalzati dalle
persecuzioni dei pontefici e di Cosimo II, granduca di Toscana,
cercarono di sottrarsi ai ghetti di Roma, Ancona, Firenze e Siena (in
cui fu dato ordine di rinchiuderli), e trovarono rifugio in zone di
confine, relativamente isolate, come Monte San Savino, Lippiano e,
appunto, Pitigliano. Il Presidio focalizza la propria attenzione sui
due dolci simbolo della tradizione ebraica (sfratto e bollo), riunendo
i produttori e stilando assieme a loro due disciplinari di produzione
(le materie prime dovranno essere locali, il bollo dovrà essere
prodotto con lievitazione naturale, e così via) ma coinvolge
tutta la cucina di contaminazione fra cultura ebraica e maremmana. E
naturalmente, assieme ai produttori e ai ristoratori, vuole promuovere
quell'angolo splendido di Maremma fra Pitigliano e Sorano, i due borghi
medioevali costruiti su rupi tufacee.
LE ALTRE PRODUZIONI LOCALI
Oltre ai prodotti a marchio DOP, IGP e ai vini a marchio DOC, DOCG e
IGT, il territorio delle Colline del Fiora offre una varietà
ricchissima di prodotti locali, legati alle tradizioni e alla cucina
del territorio. Tra questi si possono ricordare i formaggi freschi e
stagionati nonché la grande varietà di salumi, prodotti
ancora oggi secondo le ricette e nel rispetto delle tecniche
tradizionali.
Il Formaggio: L'industria casearia rappresenta per l'economia un
settore di attività fiorente, a cui si deve la produzione di
formaggi tipici di qualità, tra cui il Pecorino DOP già
menzionato. La gamma di prodotti è però molto vasta e
comprende formaggi freschi di produzione giornaliera da latte di pecora
o misto, come la ricotta, il raveggiolo e lo stracchino, molto
apprezzati per la loro genuinità, insieme ai più rinomati
pecorini o caciotte, da consumarsi freschi o dopo la stagionatura
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